
La tavola periodica degli elementi è il risultato di anni di studio su come organizzare gli elementi chimici: gli scienziato che studiavano le materie chimiche nel XVIII e XIX secolo non avevano dei sistemi di classificazione in grado di organizzare gli elementi per una loro proprietà o per il loro nome; Questa mancanza, in un momento in cui la ricerca stava facendo passi da gigante, era ben evidente agli stessi scienziati.
I primi tentativi di organizzare graficamente gli elementi si basavano sulle affinità di comportamento nelle reazioni con i vari composti composti, è famosa la Tavola delle Affinità realizzata da Étienne Francois Geoffroy nel 1718.

Nel 1817 il chimico tedesco Wolfgang Döbereiner introdusse un altro metodo di classificazione degli elementi che chiamò le “triadi”, ovvero elementi chimici uguali alla media di altri due elementi chimici con la seguente formula: peso atomico elemento 1 = (peso atomico elemento 2 + peso atomico elemento 3)/2.
Döbereiner identificò ad esempio la triade litio-sodio-potassio o calcio-stronzio-bario, elementi che poi sono adiacenti anche nella moderna tavola degli elementi.
Nel 1862 Alexandre-Émile Béguyer de Chancourtois andò oltre il concetto delle triadi ed organizzo un sistema periodico a tre dimensioni, denominato poi “vite tellurica“, basato su una spiralere continua ordinata per peso atomico crescente attorno ad un cilindro metallico: gli elementi con proprietà simili, ad esempio litio-sodio-potassio o ossigeno-zolfo-selenio, apparivano su linee verticali e dato che il tellurio era al centro di questa spirale diede poi il nome a questa metodologia di classificazione. Anche se la “vite tellurica” metteva ben in evidenza la periodicità degli elementi, viste le difficoltà nel rappresentare tale metodologia di classificazione ben presto venne sostituita da altri sistemi.
Nel 1863 e 1864 due chimici inglesi, John Newlands e William Olding pubblicarono indipendentemente delle tavole periodiche basate sul peso atomico che disponevano gli elementi in gruppi con proprietà analoghe. In particolare Newlands notò che ogni elemento aveva proprietà simili a quelle degli elementi che stavano otto posti avanti e otto posti indietro (Legge delle ottave: l’ottavo elemento era una specie di ripetizione del primo, analogamente a quanto si verifica per l’ottava nota nella scala musicale).

Nel 1864 il chimico tedesco Julius Lothar Meyer notò che, se si tracciava un grafico dei volumi atomici degli elementi in relazione ai pesi atomici, si otteneva una serie di onde che formavano vertici appuntiti in corrispondenza dei metalli alcalini, cioè sodio, potassio, rubidio e cesio.
Purtroppo Meyer che non aveva la certezza che tutti gli elementi rispettassero la serie proposta, rimandò al 1870 la pubblicazione delle sue ricerche. Nel 1867 un altro scienziato pubblicò qualla che sarebbe diventata la tavola periodica degli elementi come la conosciamo ancora oggi: Dmitry Ivanovič Mendeljejev.
Mendeleev , così come Meyer, classifico gli elementi in base al loro peso atomico ed al loro variare del volume atomico, con i propri studi ipotizzo il comportamento di alcuni elementi ancora poco conosciuti e fu in grado di descrivere in modo più completo la tavola periodica degli elementi.
La versione di Mendeleev della tavola periodica venne da subito adottatata come metodo di classificazione degli elementi.

La disponibilità di informazioni su questo argomento in internet è abbondante, elenco alcuni siti che spiegano più in dettaglio la storia della Tavola periodica degli Elementi:
http://www.tavolaperiodica.unicam.it/sviluppo.html
https://www.testo-unico-sicurezza.com/tavola-periodica-elementi-gratis-download-excel.html
Articolo un po’ stringato, ma riassume bene i concetti.
Avanti cosi
Grazie GiovanniF
Ciao,
Se sei appassionato di chimica, potresti dirmi se ci sono delle regole per combinare gli elementi, ovvero quando si posso combina e quando no degli elementi?
Galo
In un prossimo articolo parlerò di valenza / stato di ossidazione
Andrea
Ottimo
Grazie
Quando farai il prossimo articolo?
Galo